Rapporto Montagne Italia 2016

Con questo Rapporto la montagna torna a parlare al Paese. Lo fa attraverso i numeri e le carte che illustrano le dinamiche socio economiche che l’attraversano e sottolineano la esigenza del plurale quando si parla di terre alte. Nella prima parte, infatti, si evidenziano e commentano i dati relativi alla demografia, con grande attenzione ai segnali in controtendenza rispetto al progressivo spopolamento che ha caratterizzato i territori montani.

La montagna sospesa tra notevoli opportunità, prima fra tutte la valorizzazione del suo immenso capitale naturale, considerata l’introduzione del pagamento dei ser- vizi ecosistemici operata con l’approvazione del Collegato ambientale e le criticità da affrontare. Queste ultime riguardano principalmente i temi della mobilità/ connettività, della manutenzione del territorio e, quindi, della gestione del rischio idrogeologico, connessi alla contrazione del lavoro nel settore primario.

Per questo, il riconoscimento del ruolo svolto dall’agricoltura e dal territorio agroforestale nei confronti dei servizi ecosistemici, e l’invito a remunerare gli imprenditori agricoli che proteggono, tutelano o forniscono tali servizi rappresentano decisivi passi in avanti e come tali vengono percepiti. Si aprono quindi prospettive nuove che richiedono però un salto culturale e chiamano la montagna ad emanciparsi da condizione di perenne marginalità e ad immaginarsi quale protagonista dello sviluppo e di una rinnovata e diversa relazione con gli altri territori.

Ciò non significa che i diversi attori sociali, economici ed istituzionali che operano, non senza difficoltà, in queste aree non abbiano bisogno di sostegno e supporto. Tra i compiti che la Fondazione si è data ci sono anche questi. Ma è soprattutto in connessione con l’implementazione di interventi e strategie nazionali e europee che possono rivestire una funzione nevralgica per il futuro della montagna che deve prevedersi un concreto apporto in termini di assistenza tecnica capace di connettersi con la dimensione locale.

Luca Lo Bianco
Direttore scientifico Fondazione Montagne Italia

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La Valutazione del Capitale Naturale di UNEP

“La natura fornisce numerosi servizi che sostengono la sicurezza alimentare, il benessere del genere umano e l’economia globale” afferma il UN Environment World Conservation Monitoring Centre (UNEP-WCMC), riconoscendo che la biodiversità porta in sé valori intrinseci e culturali, oltreché economici.
L’UNEP-WCMC ha recentemente elaborato la mappa mondiale del capitale naturale, che include assets come le risorse idriche, la qualità del suolo, il carbonio organico, la biodiversità marina e terrestre, gli stocks ittici.

Il Sistema di contabilità del capitale naturale di Banca Mondiale

Secondo Banca Mondiale il capitale naturale è un asset fondamentale per le economie, soprattutto nei paesi in via di sviluppo, dove contribuisce al 36% della ricchezza. Banca Mondiale non limita la sua azione all’elaborazione di studi e ricerche sul tema, come ad esempio, il testo “Where is the Wealth of the Nation” ?

Ad esempio, un importante iniziativa è il WAVES (Wealth Accounting and the Valuation of Ecosystem Services), un partenariato sostenuto da  Banca Mondiale per promuovere lo sviluppo sostenibile assicurando che la gestione delle risorse naturali sia integrata nei piani di sviluppo e nei sistemi di contabilità nazionali.

Qual’è il valore del capitale naturale?

Il capitale naturale ha un valore significativo e può essere espresso in termini di valore dei servizi ecosistemici.

Nel 1997 Robert Costanza e colleghi stimarono per la prima volta che il valore dei servizi ecosistemici a livello globale in 33.000 miliardi di dollari (44.000 miliardi di dollari attualizzati al valore del 2014), circa il doppio del valore del prodotto interno lordo mondiale degli stessi anni.

Nel 2014, lo stesso gruppo di ricercatori ha ripetuto la stessa analisi, stimando per il 2011 un valore di 41.600 miliardi di dollari, 4 in meno di 14 anni prima.

Questo quadro suggerisce che il capitale naturale ed il valore dei servizi ecosistemici sono diminuiti in modo significativo.

Evidence-based planning for greener cities

Si è svolta lo scorso 13 giugno, a Malta, la conferenza “Evidence-based planning for greener cities” durante la quale si è discusso di come la mappatura e l’analisi dei servizi ecosistemici può contribuire alla pianificazione urbanistica, al fine di migliorare la qualità della vita nelle città.
Per maggiori approfondimenti:
http://biodiversity.europa.eu/maes
http://ec.europa.eu/environment/nature/pdf/EnRouteConferenceMalta_21April2017.pdf

Programma Pluriennale di Promozione Economica e Sociale (PPPES) del Parco dei Monti Lucretili

Un primo approccio alla pianificazione economica delle aree protette attraverso la valorizzazione dei servizi ecosistemici

Il Programma Pluriennale di Promozione Economica e Sociale (PPPES) rappresenta lo strumento di indirizzo e guida per lo sviluppo economico e sociale del territorio di un parco e delle aree limitrofe. Esso propone , a seguito dell’elaborazione della strategia di sviluppo condivisa con gli attori locali, misure, azioni e progetti per lo sviluppo sostenibile dei territori, individuandone le opportunità di finanziamento.

Nell’ambito del PPPES del Parco dei Monti Lucretili è stata sviluppata ed applicata una metodologia di valutazione dei servizi ecosistemici, Sui tali valori è stata fatta leva leva per valorizzare il territorio e gli elementi di valore del Parco.

Una volta individuati i servizi forniti dagli ecosistemi tutelati dall’area protetta per ciscun comune del Parco,  questi sono stati condivisi con gli attori locali attraverso incontri dedicati, In tali occasioni i rappresentanti delle amministrazioni comunali hanno attribuito la rilevanza e la priorità d’azione ai diversi servizi. Le priorità sono state rappresentate attraverso diagrammi spider.

In seguito, è stata realizzata una valutazione e mappatura dei servizi, con particolare attenzione ai servizi culturali che supportano le attività turistico-ricreative.

Infine, sono state individuate azioni e misure basate sui servizi ecosistemici, analizzandone la coerenza nel contesto territoriale di riferimento e con le opportunità di finanziamento.

 

LIFE+ Making Good Natura (MGN) – Making public Good provision the core business of Natura 2000

Il primo progetto italiano a sviluppare nuovi percorsi di governance ambientale finalizzata alla tutela degli ecosistemi agroforestali

Che cosa è. Il progetto LIFE+ Making Good Natura – Making public Good provision the core business of Natura 2000 – codice LIFE11 ENV/IT/000168 – è un progetto LIFE+ della durata di quattro anni (2012 -2016), inserito nella componente LIFE+ Politica e Governance Ambientali, nata per co-finanziare progetti innovativi che garantiscano l’applicazione delle politiche ambientali dell’UE.

Che cosa fa. Il progetto LIFE+ Making Good Natura sviluppa nuovi percorsi di governance ambientale finalizzati alla tutela degli ecosistemi agroforestali ed elabora forme di valutazione biofisica, qualitativa e quantitativa dei servizi ecosistemici nei siti della rete Natura 2000.

Come. Il focus del progetto è creare i presupposti per il raggiungimento di una efficace gestione degli habitat e delle specie animali e vegetali, designati dalle Direttive Habitat e Uccelli, fornendo agli amministratori dei siti Natura 2000 strumenti di gestione e autofinanziamento che costituiscano forme di remunerazione delle attività di tutela.

Gli  strumenti di autofinanziamento che saranno indagati e sviluppati sono i Pagamenti per i Servizi Ecosistemici (PES) e specifici meccanismi come: permessi negoziabili, tasse per l’utilizzazione dei servizi, Verified Emission Reduction per l’assorbimento di CO2, attività commerciali, donazioni, ecc.

Le azioni in breve:

1. Elaborazione di un modello dimostrativo di valutazione dei servizi ecosistemici nei siti pilota.
2. Elaborazione di un modello dimostrativo di governance dei siti pilota basato su forme di autofinanziamento.
3. Realizzazione di un Software WebGIS per la valutazione e quantificazione dei servizi ecosistemici.
4. Realizzazione di un manuale per l’applicazione del modello di governance.
5. Realizzazione di eventi di comunicazione pubblica per divulgare le attività del progetto.

Tutte le azioni del progetto

I siti pilota. Il progetto ha previsto il coinvolgimento di ventuno siti pilota appartenenti alla rete Natura 2000, per una superficie complessiva di
90.239 ha.

L’elevata diversità ecosistemica e socio-economica del contesto Italiano è ben rappresentata nel progetto LIFE+ Making Good Natura, sia attraverso il coinvolgimento di sette Regioni (Basilicata, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Marche, Lombardia e Sicilia), sia attraverso la copertura delle tre regioni biogeografiche presenti in Italia: alpina, mediterranea e continentale.

Chi realizza il progetto. Capofila del progetto è il Consorzio Universitario per la Ricerca Socioeconomica e per l’Ambiente (CURSA).

Partner del progetto:

Il progetto è cofinanziato dalla Commissione Europea attraverso il programma LIFE+.

Prendono parte al progetto in qualità di co-finanziatori:

Che cosa sono i servizi ecosistemici

Lo sviluppo di strumenti adeguati per una corretta gestione dell’ambiente passa necessariamente attraverso l’integrazione di elementi ecologici, economici e socio politici all’interno di un quadro interdisciplinare.
La struttura sottostante costituisce una cornice concettuale generale, all’interno della quale è possibile arrivare all’individuazione  e alla quantificazione delle funzioni, dei beni e dei servizi ecosistemici.

Si definiscono funzioni ecosistemiche: la capacità dei processi e dei componenti naturali di fornire beni e servizi che soddisfino, direttamente o indirettamente, le necessità dell’uomo e garantiscano la vita di tutte le specie.

modificato da De Groot, 1992                

Il Millennium Ecosystem Assessment (2005), la più ampia e approfondita sistematizzazione delle conoscenze sino ad oggi acquisite sullo stato degli ecosistemi del mondo ha fornito una classificazione utile suddividendo le funzioni ecosistemiche in 4 categorie principali:

  • Supporto alla vita (Supporting): queste funzioni raccolgono tutti quei servizi necessari per la produzione di tutti gli altri servizi ecosistemici e contribuisce alla conservazione (in situ) della diversità biologica e genetica e dei processi evolutivi.
  • Regolazione (Regulating): oltre al mantenimento della salute e del funzionamento degli ecosistemi, le funzioni regolative raccolgono molti altri servizi che comportano benefici diretti e indiretti per l’uomo (come la stabilizzazione del clima, il riciclo dei rifiuti), solitamente non riconosciuti fino al momento in cui non vengono persi o degradati;
  • Approvvigionamento (Provisioning): queste funzioni raccolgono tutti quei servizi di fornitura di risorse che gli ecosistemi naturali e semi-naturali producono (ossigeno, acqua, cibo, ecc.).
  • Culturali (Cultural): gli ecosistemi naturali forniscono una essenziale “funzione di consultazione” e contribuiscono al mantenimento della salute umana attraverso la fornitura di opportunità di riflessione, arricchimento spirituale, sviluppo cognitivo, esperienze ricreative ed estetiche.

Queste funzioni ecosistemiche racchiudono i beni e i servizi utilizzati dalla società umana per soddisfare il proprio benessere. Sulla base di tali funzioni, il Millennium Ecosystem Assessment ha individuato i (potenziali) aspetti utili degli ecosistemi naturali per il genere umano sotto forma di beni e servizi, definendoli con il termine generale di servizi ecosistemici (ecosystem services): i benefici multipli forniti dagli ecosistemi al genere umano.

SUPPORTING: Con supporting services si intendono quei servizi ecosistemici che sostengono e permettono la fornitura di tutti gli altri tipi di servizi, come per esempio la formazione del suolo e il ciclo dei nutrienti, cioè la disponibilità di elementi minerali quali azoto, fosforo e potassio indispensabili per la crescita e lo sviluppo degli organismi. Inoltre, i servizi ecosistemici di supporto sostengono la riproduzione, l’alimentazione, il rifugio per specie animali stanziali e in migrazione e il mantenimento di processi evolutivi (su base fenotipica e/o genetica). I servizi di supporto si differenziano dai servizi di approvvigionamento, regolazione e culturali in quanto i loro impatti sulle persone sono spesso indiretti o si verificano nel corso di un tempo molto lungo, mentre i cambiamenti nelle altre categorie hanno impatti relativamente diretti e di breve termine sulle persone.

PROVISIONING: i seguenti sono alcuni dei prodotti forniti dagli ecosistemi, ed includono:

  • Cibo: gli ecosistemi naturali sono una quasi illimitata sorgente di animali e piante edibili.
  • Materie prime: la natura rappresenta una fonte insostituibile, per l’umanità e le altre specie, di risorse naturali come legname, minerali, metalli, fibre (iuta, cotone, la canapa, la seta e la lana), resine fino ad arrivare ai combustibili fossili utilizzati come sorgenti di energia.
  • Variabilità biologica: la biodiversità è fondata sull’enorme numero di specie viventi e sulla variabilità genetica al loro interno che permette anche di disporre di sostanze naturali e principi attivi, consente la riproduzione di piante e l’allevamento di animali e per le biotecnologie.
  • Acqua dolce: gli ecosistemi garantiscono la fornitura di acqua naturale pulita, con i fiumi, i laghi e le falde sotterranee, che rappresentano un serbatoio d’acqua dolce indispensabile per la vita per tutte le specie.

REGULATING: questi sono alcuni dei benefici ottenuti dalla regolazione di processi ecosistemici, includono:

  • Regolazione dei gas: contribuendo sia all’immissione in atmosfera che all’estrazione dall’atmosfera di numerosi elementi chimici, gli ecosistemi influenzano diversi aspetti (es. la regolazione del bilancio O2/CO2, il mantenimento dello strato di ozono (O3) che protegge dai raggi ultravioletti dannosi) consentendo di avere aria pulita e respirabile e più in generale il mantenimento di un pianeta abitabile.
  • Regolazione del clima: la complessa interazione tra le caratteristiche della circolazione regionale/globale e le caratteristiche fisiche degli ecosistemi come la topologia locale, la vegetazione, l’albedo, ma anche la configurazione, per esempio, dei laghi, dei fiumi e delle baie, influenzano il tempo e il clima sia localmente che globalmente.
  • Regolazione delle acque: la quantità di acqua sulla Terra è sempre la stessa e il ciclo permette il suo riutilizzo attraverso i processi di evaporazione, condensazione, precipitazione, infiltrazione, scorrimento e flusso sotterraneo: gli ecosistemi regolano questi flussi idrogeologici sulla superficie della terra.
  • Regolazione dell’erosione: gli aspetti strutturali dell’ecosistema, specialmente la copertura vegetale e il sistema delle radici, giocano un ruolo importante nel controllo dell’erosione (es. le radici degli alberi assicurano la stabilità e la ritenzione del suolo, le foglie intercettano le precipitazioni così da prevenire la compattazione e l’erosione del suolo nudo).
  • Protezione dai dissesti idrogeologici: gli ecosistemi contribuiscono a contenere il dissesto idrogeologico dovuta alle piogge e al vento. Ciò permette, tra l’altro, di mantenere la produttività agricola riducendo la perdita di terreno fertile.
  • Regolazione dell’impollinazione: è il servizio svolto da molti organismi animali, oltre che dal vento e dall’acqua, che permette la fecondazione delle piante e quindi anche la produzione di cibo, tra cui frutti e altri materiali di origine vegetale: senza le specie impollinatrici selvatiche molte specie di piante si estinguerebbero e gli attuali livelli di produttività potrebbero essere mantenuti solamente a costi veramente alti attraverso l’impollinazione artificiale.
  • Habitat per la biodiversità: nel fornire spazi vitali, zone di rifugio e protezione a piante e animali selvatici (soprattutto nella fase riproduttiva) sia per specie residenziali che migratorie, gli ecosistemi naturali sono essenziali per il mantenimento della diversità biologica e genetica sulla terra. Gli ecosistemi naturali possono essere per questo visti come un magazzino di informazioni genetiche. In questa “libreria genetica” le informazioni degli adattamenti ambientali acquisisti in oltre 3.5 miliardi di anni di evoluzione sono immagazzinate nel materiale genetico di milioni di specie e di sottospecie. 

CULTURAL: questi sono i benefici non materiale che la popolazione ottiene dagli ecosistemi attraverso l’arricchimento spirituale, lo sviluppo cognitivo, la riflessione, esperienze ricreative ed estetiche, includono:

  • Ispirazione per cultura, arti, valori educativi e spirituali, senso di identità: gli ecosistemi forniscono una ricca sorgente di ispirazione per arte, folklore, simboli nazionali, architettura, pubblicità e forniscono le basi per l’educazione formale e informale in molte società.
  • Valori estetici: molte persone godono dello scenario di paesaggi e delle aree naturali in cui ricercano la bellezza o il valore estetico, come si riflette nella preferenza che molte persone hanno di vivere in ambienti esteticamente piacevoli e nella demarcazione delle “strade panoramiche, nel supporto ai parchi e alla selezione delle locazioni di alloggio.
  • Valori ricreativi: attraverso le qualità estetiche e la varietà quasi senza limiti di paesaggi, gli ambienti naturali forniscono molte opportunità per attività ricreative, turistiche, del tempo libero e sportive: passeggiate, escursioni, campeggio, pesca, nuoto, e studio della natura.

Si può osservare quindi che gli ecosistemi forniscono all’umanità una grande varietà di servizi e di vantaggi, e nonostante ciò il loro valore reale, nel lungo periodo, non è “contabilizzato” nelle previsioni economiche della società. Se da un lato la domanda dei servizi ecosistemici è cresciuta in modo significativo dal 1960 ad oggi, allo stesso tempo si stima che quasi due terzi dei servizi stessi sono in declino.

Negli ultimi 50 anni l’uomo ha modificato gli ecosistemi con una velocità e una forza che non si erano mai osservate in periodi precedenti; le cause principali sono state la crescente necessità di cibo, acqua dolce, legname, fibre e fonti energetiche: questo impatto sta provocando una perdita irreversibile di biodiversità in tutto il pianeta e in particolare, è stato valutato che il 60% dei servizi ecosistemici del pianeta siano stati compromessi.

Pertanto è chiaramente divenuta fondamentale l’integrazione del concetto di funzioni e servizi ecosistemici nelle decisioni di gestione e pianificazione del territorio affinché gli amministratori locali possano controllare le pressioni che minacciano l’ecosistema e la loro funzionalità, migliorarne l’efficacia e “costruire” un modello di governance che si basi su strumenti come i pagamenti per i servizi ecosistemici.

(fonte LIFE MGN – http://www.lifemgn-serviziecosistemici.eu)